martedì 27 novembre 2012

La formazione sostituisce la consulenza


Negli ultimi anni il calo degli interventi di consulenza é stato sostituito dall'aumento degli interventi di formazione


Noto con soddisfazione come negli ultimi anni la formazione abbia sostituito la consulenza ovvero l'aumento degli interventi di formazione abbia compensato il calo degli interventi di consulenza.

Sono soddisfatto perché il fenomeno si é verificato in tempi di crisi, che non sembra finire più, e soprattutto perché la scelta di qualificarmi come formatore si é rivelata adeguata.
Forse non sufficiente ma sicuramente adeguata.

Entrambi gli aspetti sono fondamentali per il mio lavoro e perciò cerco di coltivare e far crescere competenze e conoscenze per la formazione e la consulenza.

domenica 25 novembre 2012

Inchiesta sul lavoro


Le proposte interessanti di Pietro Ichino per la riforma del lavoro esposte con competenza e senza pregiudizi


La lettura del libro é stata una bella scoperta.

La scoperta di Pietro Ichino che conoscevo come giuslavorista ma di cui ignoravo lo spessore della proposta e dell'azione politica.

Un gran libro.
Un gran bel libro, da leggere e rileggere.
Non da leggere in un fiato ma quasi un libro di consultazione.
Un libro per riflettere. 

Gli spunti di riflessione sono tanti, interessanti e sopratutto innovativi.
Molti giudizi e conclusioni assodate e dilaganti sono affrontati e smascherati per la loro vera natura - pregiudizi - ed appare evidente come Organizzazioni Sindacali, mondo del lavoro e ceto politico talvolta ed in alcuni ambiti debbano percorrere ancora molta strada.

Il libro non é semplice.
Pur essendo un testo divulgativo non annacqua i concetti e non diluisce spessore e portata delle tesi presentate.
Richiede impegno e attenzione ma ripaga ampiamente di sforzi eseguiti e fatica fatta.

Un libro adatto in questo momento di passaggio per l'Italia.
Adatto per chi cerca spunti di riflessione e più chiavi di lettura.

sabato 24 novembre 2012

L'Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro - 2

Riflessioni sulla proposta di istituire l'Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro


Come noto in Commissione morti bianche é stata discussa la proposta di legge riguardo all'istituzione della Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Innanzi tutto leggendo l'articolo 5 del D.Lgs. 81/08 e la proposta di legge notiamo che l'Agenzia dovrebbe nascere sulle ceneri del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro :-( e dovrebbe essere formata da 5 rappresentanti dei Ministeri e da 5 rappresentanti delle Regioni. Più esattamente


n. 3 rappresentanti del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
n. 1 rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
n. 1 rappresentante del Ministero dell’interno;
n. 5 rappresentanti delle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano.

In sede di discussione in Commissione morti bianche sono state avanzate delle proposte di modifica.

Innanzi tutto concordo con l'assegnazione della presidenza dell'Agenzia al Ministero del lavoro data la competenza istituzionale del citato Ministero sulla sicurezza sul lavoro.

Poi concordo con la proposta, pur non ritenendola prioritaria, di accrescere la presenza del Ministero della salute anche se il versante Salute é ben rappresentato dalle Regioni e Province Provinvce.

Inoltre perché far partecipare INAIL?
Pur avendo un ruolo insostituibile e competenze fondamentali non reputo necessario appesantire la composizione dell'Agenzia sia pur con presenze qualificate.
L'Agenzia può utilizzare le audizioni ogni volta che reputa opportuno convocare e ascoltare l'INAIL.

giovedì 22 novembre 2012

Fare formazione é simpatia?


La formazione si basa soprattutto sulla simpatia o necessita di altre competenze del formatore?


Tempo fa per caso e nello stesso tempo ho incontrato un amico A e un cliente B.
L'amico A che conosceva il mio cliente B ha salutato il cliente B e poi ha esultato quando ha saputo che avevo svolto un intervento di formazione presso il cliente B.

Declamando le virtù preclare del sottoscritto come professionista e come formatore, all'apice della declaratoria, affermò: é bravo, ci sa fare ...é molto simpatico! 
Non lo feci notare ma ci rimase male.

Ma come - dissi fra me e me - la mia professionalità e competenza di formatore nasce dalla mia simpatia? Sono un bravo formatore - a detta di qualcuno - perché sono simpatico!?!

Mi sembra riduttivo.

Non penso che la mia competenza di formatore si basi principalmente sulla mia presunta simpatia. Credo piuttosto che un formatore innanzi tutto debba disporre di competenza e conoscenza della materia, attenzione ai fabbisogni formativi, tecniche di comunicazione e di gestione dell'aula. Oltre a tante altre competenze e conoscenze.

Senza dubbio possiamo affermare che la simpatia aiuta molto a svolgere il mestiere ma reputo leggermente azzardato affermare che la formazione é simpatia.

domenica 18 novembre 2012

L'Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro

La Commissione morti bianche propone l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro


Ancora una volta la Commissione morti bianche sta mostrando diligenza volendo intervenire e sapendo intervenire sulla grave questione degli infortuni mortali sul lavoro, le morti bianche.

Nella seduta n. 114 del 14 novembre 2012 la Commissione ha deliberato di presentare la proposta di legge sulla istituzione della Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

La proposta prende corpo dalla verificata [..] mancanza di un adeguato collegamento tra le competenze centrali dello Stato e quelle territoriali delle Regioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro [..] cosiccome dai [..] Comitati regionali di coordinamento che dovrebbero fare azione di raccordo sul territorio [e invece] non stanno funzionando come si deve [..].

Un atto di accusa.
Un grosso e specifico atto di accusa contro la latitanza di settori delle istituzioni.

Altri elementi interessanti sono stati la sensibilità istituzionale della Commissione e la diligenza con cui si é mossa.
Infatti la Commissione ritiene che [..] al termine della sua inchiesta, non possa limitarsi semplicemente a denunciare l'esistenza del problema, ma abbia comunque il dovere di formulare proposte concrete per tentare di risolverlo. [..].

E con tale premessa [..] Non essendo  percorribile, per una serie di ragioni, la modifica del Titolo V della Costituzione per riportare la competenza legislativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro alla potestà esclusiva dello Stato, si è pensato ad una soluzione alternativa che, senza modificare la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni in questo settore, possa rafforzare il coordinamento a livello centrale e locale tra i diversi soggetti che si occupano di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. [..]

Non un efficace ma impegnativo e difficoltoso intervento strutturale bensì più coordinamento fra i diversi soggetti che si occupano di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Senso delle istituzioni e voglia di lavorare ...concedetemelo.

venerdì 16 novembre 2012

Dal registro-degli-infortuni al registro-degli-eventi





Perché non pensare ad un nuovo strumento che annoti infortuni e mancati infortuni?


Ad oggi ogni azienda deve istituire il proprio Registro degli infortuni dove annotare cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza di almeno un giorno e di recente un collega mi ha dato uno spunto molto interessante a riguardo.
Invece del Registro degli infortuni - mi ha detto - perché non adottare il Registro degli eventi ovvero il documento dove annotare infortuni e quasi-infortuni, infortuni e near-misses, eventi dannosi ed eventi che potevano essere dannosi?

L'idea é fine e innovativa.

L'idea di istituire il Registro degli eventi é fine e innovativa perché centra l'obiettivo legato ai quasi-incidenti o near-misses: decifrare le cause del quasi evento dannoso.
I quasi-incidenti o near-misses sono fonti preziose di informazioni, a costo zero, sulla dinamica di un evento dannoso sul lavoro senza che tale evento sia accaduto.

Esistono ovviamente difficoltà oggettive del legislatore di formalizzare l'obbligo soprattutto per i successivi controlli e le eventuali sanzioni.
Infatti a fronte di un eventuale Registro degli eventi vuoto, senza nessuna annotazione di quasi-incidenti, che conclusioni traggo? Sanziono perché il Datore di Lavoro é stato inadempiente o effettivamente non si sono verificati quasi-incidenti.

Credo che tale spunto fine e innovativo debba restare nell'ambito dei Sistemi di Gestione volontari del Datore di Lavoro - OHSAS 18000, SGSL UNI/INAIL - magari incentivati dalle istituzioni.

mercoledì 14 novembre 2012

Postazioni con sedia e tavolo


L'importanza di una disposizione adeguata dell'aula di formazione


Negli interventi di formazione la disposizione dei locali é fondamentale e personalmente gradisco (esigo) che i corsisti siano dotati di tavolo e sedia.

Non mi interessa molto se i banchi e le sedie sono disposti a ferro di cavallo - preferibile - oppure ad aula, saranno le mie competenze di formatore a farmi adattare alle esigenze dei presenti.
Gradisco che i corsisti siano comodi e stiano a loro agio.

Com'é possibile scrivere, prendere appunti, consultare il materiale, stare comodi durante l'intervento di formazione se non dispongo di una postazione con tavolo e sedia ovvero una postazione adeguata.

Il convegno può essere svolto nella sala di un cinema o in un teatro per la numerosità dei presenti e per la modalità di presenza: ascolto e rifletto.
L'aula di formazione - con 35 partecipanti al massimo - deve disporre di banchi e sedie.

lunedì 12 novembre 2012

L'Huffington Post




Il nuovo giornale presente solo sul web  


Conoscete L'Huffington Post? Conoscete l'edizione italiana di The Huffington Post?
Il nuovo giornale solo in formato web e con la redazione formata da soli blogger o meglio con redattori - giornalisti professionisti e non - che conducono un blog.

I blogger sono di varie estrazioni culturali, politiche e professionali. Abbiamo parlamentari, scienziati, showgirl, opinionisti e così via.

Ho modo di consultarlo anzi lo sto seguendo e posso affermare che é una buona operazione.
Fra i pregi possiamo notare i contenuti interessanti, le firme prestigiose anzi le tante firme prestigiose peraltro non retribuite. Tra gli aspetti critici noto spesso commenti ai post accalorati e talvolta con toni di livore rischiosi.
Comunque l'operazione é interessante.

Da notare l'importanza o la potenza espressiva dei blog ;-)
Mediatiamo gente, meditiamo...

sabato 10 novembre 2012

Nulla o quasi nulla sarà come prima

Guai a pensare che quando questa crisi finirà tutti ricominceremo con metodi, mezzi e mentalità utilizzate fino al 2008.


Questa crisi sembra non finire mai.
Gli ottimisti affermano che occorrono ancora solo (?) 2 anni di sofferenze. Altri prevedono tempi più lunghi per l'inizio della ripresa. C'é perfino chi prevede 5 anni (!).

Questo periodo alla fine non sarà stato breve e sopratutto ci imporrà revisioni profonde come professionisti e come cittadini.


Da più parti si afferma che all'avvio della ripresa tutto sarà nuovo e cambiato e l
a crisi non sarà stata un intervallo spiacevole fra 2 momenti floridi.

Molti prevedono la crisi come passaggio e cesura fra i momenti precedenti e successivi alla crisi stessa.

Quindi guai a pensare che a crisi finita ricominceremo con metodi e mentalità utilizzate fino al 2008. Metodi e mentalità di prima.

Questo periodo di crisi non é un intervallo ma un passaggio e dobbiamo attrezzarci per il periodo nuovo che inizierà a fine crisi.

Anche per noi operatori della sicurezza.

mercoledì 7 novembre 2012

La sicurezza non é un fattore critico di successo


Perché le aziende non avvertono o non considerano la sicurezza un fattore critico di successo?


Tempo fa insieme a colleghi di un'associazione professionale riflettevamo sulla situazione generale italiana e sulle condizioni relative alla sicurezza sul lavoro.

Riflettevo come la sicurezza sia percepita nel migliore dei casi come un obbligo altrimenti come un fastidioso obbligo e nel peggiore dei casi é considerata una tassa ovvero una spesa di cui non si avverte ritorno o utilità.

Mi sono chiesto: Come mai la sicurezza non é un fattore critico di successo?
Perché la sicurezza sul lavoro non é un elemento con cui l'azienda può distanziare i propri competitor?

Purtroppo oggi la sicurezza dà scarse garanzie di vantaggio competitivo.

Condividiamo tutti, o quasi, che é un obbligo da adempiere e condividiamo tutti, o quasi, che é un obbligo morale come diamo tutti per scontato, o quasi tutti, che dovrebbe essere parte del bagaglio culturale dell'azienda.

Però oggi la sicurezza dà scarse garanzie di vantaggio competitivo.
Oggi molte aziende che investono o spendono ;-) in sicurezza sul lavoro avvertono la presenza di un costo e non di un investimento.
Talvolta perfino inutile.

domenica 4 novembre 2012

Rinnovarsi ora, rinnovarsi tutti

Tutti devono rinnovarsi e rinnovarsi profondamente. Anche le associazioni professionali della sicurezza.


Le attuali condizioni socio-economico-politiche dell'Italia :-\ impongono scelte difficili e forse grosse sterzate.
Da parte di tutti.

In questa cornice sono acclarate miserie, inadempienze, squallore e cialtronate di gran parte della nostra classe politica.
Occorre l'impegni di tutti per risollevare l'Italia dall'attuale stato di prostrazione morale, economica, sociale e politica.
L'impegno di tutti.

Come operatore della sicurezza penso alle nostre associazioni professionali e penso alla loro responsabilità di contribuire alla rinascita della nazione.

Ovviamente non auspico che le varie associazioni professionali scendano in campo o si atteggino a soggetti partitici ma che avvertano la responsabilità della loro azione nei confronti dell'Italia.
La responsabilità di chi opera con azioni e riflessioni rivolte all'ambiente di lavoro, agli associati e alle istituzioni.
La responsabilità del proprio ruolo.

Diciamocelo pure.
Abbiamo contribuito anche noi operatori della sicurezza al degrado della nazioni con piccole miserie, piccole inadempienzepiccoli squallori, piccole cialtronate, piccole furbate.
Abbiamo contribuito con piccole azioni o omissioni e perciò dobbiamo partecipare allo sforzo di ricostruzione anche come associazioni professionali degli operatori della sicurezza.

Rinnovarsi per ricostruire.
E con metodi nuovi.
Guai a chi pensa che - a crisi finita - tutti ricominceremo con metodi, mezzi e mentalità utilizzate fino al 2008.
Guai.

giovedì 1 novembre 2012

Il primo giorno di Asicus


Un nuovo attore per promuovere la cultura della sicurezza


Il 31 ottobre 2012 a Roma nella Sala del Carroccio in Campidoglio si è svolta la giornata di presentazione di Asicus l'Associazione Italiana per la Cultura della Sicurezza.
L'incontro svoltosi nella suggestiva cornice della Sala del Carroccio presso il Campidoglio é stato moderato dal direttore di Sicurezza e Lavoro.

L'operazione é meritoria perché é rivolta alla diffusione della cultura della sicurezza ed é interessante é un'operazione trasversale - interessa tutti gli operatori della sicurezza con qualsiasi competenza - e interessa ogni azione dell'operatore della sicurezza.

Tra i promotori possiamo notare aziende e istituzioni di primissimo piano come Bosch Italia, TechnoGym, Merck Serono, l'Università di Roma Tor Vergata, l'Università di Parma, FondItalia ed altre qualificate collaborazioni.

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