lunedì 29 ottobre 2012

In caso di terremoto a scuola


In caso di terremoto é sicuro rifugiarsi sotto i tavoli?


Negli istituti scolastici riscontro spesso l'istruzione che in caso di terremoto occorra rifugiarsi sotto i tavoli.
In sintesi la procedura del Piano di Emergenza da attuare in caso di terremoto prevede
A. dopo la prima scossa rifugiarsi sotto i tavoli e
B. terminata la prima scossa e in attesa della seconda scossa evacuare i locali attraverso le vie di esodo e le Uscite di Sicurezza.

La logica della procedura citata poggia sull'affermazione che il terremoto batte, solitamente batte nel citato modo ovvero una scossa iniziale a cui seguono scosse successive.

A mio modesto parere la procedura ha notevoli criticità ovvero:

1. Non abbiamo certezze su come batta un terremoto ovvero non esistono certezze che possano garantire e quindi far prevedere il comportamento di un terremoto e quindi
2. A fronte di mancanza di comportamenti certi del terremoto come possiamo autorizzare ulteriori permanenze nel luogo da cui evacuare?

Con tali incertezze il criterio a cui ispirare la nostra azione é allontanarsi dal luogo pericoloso subito e nel minor tempo possibile.

Il resto son affermazioni legittime ma con basi logiche deboli e velleitarie.

sabato 27 ottobre 2012

La condanna della Commissione grandi rischi



La condanna dei 7 membri della Commissione grandi rischi per non aver previsto il terremoto?


Ha fatto molto scalpore la sentenza di 1° grado che ha condannato i 7 membri della Commissione grandi rischi a 6 anni di reclusione per il delitto di omicidio e lesioni colpose plurime.

Il Tribunale contesta agli imputati un comportamento rassicurante fuori-luogo a seguito della riunione della Commissione del 30 marzo 2009 che precedette il sisma dell'Aquila del 06 aprile 2012 con 37 vittime.

In sostanza i membri della Commissione non sono colpevoli per non aver previsto il terremoto ma per aver adottato un comportamento colposo consistito in negligenza, imprudenza e imperizia ovvero hanno rassicurato l'autorità locali e la popolazione.
Questo stravolge le notizie apparse e le polemiche suscitate riguardo alla colpa di non aver previsto il sisma.

La sentenze pone però un altro problema che rischia di sterilizzare l'azione della Commissione grandi rischi: nessuno membro della Commissione o di commissione simili assicurerà niente non rassicurerà nessuno.

Forse come ha detto il prefetto Franco Gabrielli, Capo Dipartimento della Protezione Civile, la sentenza non é il problema, la sentenza ha creato un problema.

venerdì 26 ottobre 2012

Lo scarso coordinamento fra Stato e Regioni

Competenze scoordinate e contrastanti fra Stato e Regioni penalizzano la sicurezza sul lavoro?


Leggo sempre con attenzione i resoconti di seduta della Commissione morti bianche e riguardo alla seduta n. 110 del 09 10 2012 noto 
l'intervento del segretario confederale CISL Fulvio Giacomassi che 

[..] segnala il problema della duplicità delle competenze in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro affidate allo Stato e alle Regioni.

Occorre affrontarlo in maniera pragmatica, valorizzando e facendo funzionare meglio i tavoli dove partecipano sia i rappresentanti dello Stato che quelli delle Regioni, a cominciare dal Comitato di coordinamento ex articolo 5 e dalla Commissione consultiva permanente ex articolo 6 del Testo unico.


Anche le parti sociali sono presenti in questi organismi e pronte a fare la loro parte, ma è indispensabile avere un più forte indirizzo e coordinamento a livello centrale di tutte le azioni, essendo inaccettabili delle deroghe a livello locale rispetto alle normative nazionali. [..]


Il segretario Giacomassi raccomanda più coordinamento a livello centrale - Ministero della Salute - e meno deroghe a livello locale - Consigli Regionali.

martedì 23 ottobre 2012

Inail non comunica i nominativi degli RLS


Sta funzionando il meccanismo di comunicazione previsto per gli RLS fra INAIL e OO.SS.?




Come noto le aziende devono comunicare all'INAIL il nominativo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS e se inadempienti le Organizzazioni Sindacali dovrebbero attivarsi per inviare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale RLST.

Ma sembra che il meccanismo non funzioni ovvero la comunicazione fra INAIL - che riceve o non riceve i nominativo dell'RLS - e le OO.SS. che devono inviare l'RLST - non é a regime.

Paolo Carcassi, segretario confederale UIL, stimola la riflessione col suo  intervento in Commissione morti bianche del Senato nella seduta n. 110 del 09 ottobre 2012.

Leggiamo il testo:
[..] Il dottor CARCASSI [..]  si sofferma anch'egli sulla questione della mancata attuazione dell'articolo 52 del decreto legislativo n. 81 del 2008: era previsto che tutte le aziende iscritte all'INAIL comunicassero i nominativi degli RLS eletti o nominati, lasciando a quelle fino a 15 addetti la facoltà di individuare degli RLS territoriali, ma solo 500.000 aziende su 3.800.000 lo hanno fatto: per le altre è tutto fermo. 

L'INAIL però non comunica l'elenco degli RLS: solo con le confederazioni dell'artigianato e con la CONFAPI, attraverso un accordo stipulato con i sindacati, si è potuti arrivare a individuare queste figure, ma negli altri settori non si è fatto, così come non si è attuata la parte della norma che prevede un contributo finanziario da parte delle imprese che non hanno RLS per alimentare il fondo di sostegno alla piccola e media impresa. 


Chiede quindi che si dia concreta operatività a questi strumenti messi in campo dalla legge per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. [..]


In sintesi l'INAIL riceve o non riceve le comunicazioni di nomina dell'RLS, le OO.SS. devono inviare gli RLST se conoscono i destinatari, ma le comunicazioni fra i 2 attori sono leggermente da migliorare.

sabato 20 ottobre 2012

Forse Marchionne non vuole sussidi-di-stato


Sergio Marchionne cerca nelle istituzioni partner finanziatori per il suo progetto e non aiuti-di-stato



Nell'incontro del 22 settembre scorso fra il Governo Italiano e il vertice del gruppo Fiat non penso che Sergio Marchionne abbia chiesto sussidi-di-stato. Non lo penso perché l'aiuto-di-stato non rientra nella forma mentis dell'AD del gruppo Fiat. Semmai prestiti da restituire ma non aiuti-di-stato.

E a conferma di quanto detto abbiamo abbiamo un precedente. Marchionne ha già chiesto e avuto prestiti da governo USA e del Canada - 7,5 miliardi di dollari - per salvare ed acquisire la Chrysler. Cifra restituita tutta e in anticipo come ebbe ad affermare Obama nella visita del 3 giugno 2010 allo stabilimento Chrysler di Toledo in Ohio:

[..] Chrysler ha ripagato ogni centesimo, e anche di più. E avete pagato sei anni prima della scadenza. [..]

Tornando alla strategia del gruppo Fiat illustrata al Governo Italiano, Marchionne vuole

[..] riorientare il proprio modello di business in Italia in una logica che privilegi l’export, in particolare extra-europeo. [..]

E per questo progetto il manager non chiede aiuti di stato ma sostenitori nelle istituzioni. Chiede soldi, da restituire, magari anche in anticipo.

mercoledì 17 ottobre 2012

Le semplificazioni del Governo - 1


Il disegno-di-legge del Governo sulla semplificazione dei soli adempimenti formali. Ma come distinguerli dagli adempimenti sostanziali?


Il Consiglio dei Ministri del 16 ottobre 2012 ha varato un disegno di legge che prosegue sulla cosiddetta strada del Semplifica Italia.

Il dispositivo di legge presenta anche
[..] misure di semplificazione che [..] permettono di ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese, stimati [..] in 26,01 miliardi di Euro all’anno. [..]

A pagina 5 della presentazione che illustra l'azione del Governo notiamo che
[..] si è operato in modo che le semplificazioni, tutte concordate con il competente Ministero, riguardino esclusivamente adempimenti formali, ma non tocchino gli aspetti sostanziali della sicurezza sui luoghi di lavoro, la cui effettività viene anzi rafforzata. 
In sintesi, “meno carta e più sicurezza”. [..]

Tutte affermazioni condivisibili. Ma con quale applicazione?
Risulta poco agevole distinguere gli adempimenti formali dagli adempimenti sostanziali anzi risulta difficile definire quando gli adempimenti formali sono o non sono sostanziali?

E proseguendo col documento
[..] sono oggetto della misurazione esclusivamente gli obblighi informativi quali ed es. comunicazioni, documenti, tenuta di registri etc. e non gli obblighi di conformità sostanziale quali ad esempio le misure di sicurezza. [..]

Ma l'obbligo di conformità sostanziale come lo verifico?
L'adempimento al citato obbligo di conformità sostanziale come lo verifico se non con la carta, con la documentazione, con la certificazione ecc.?

L'attuazione del programma di manutenzione dell'impianto elettrico come lo verifico? Smontando l'impianto elettrico, facendo un nuovo collaudo, con verifiche strumentali...?

L'avvenuto addestramento del conduttore di carrello elevatore come lo verifico? Facendo un giro sul carrello per verificare come sta usando il muletto?

Qualcuno dovrà indicare gli adempimento formali da semplificare - da eliminare - e gli adempimenti sostanziali da adempiere in toto.
E ci impantaneremo.

martedì 16 ottobre 2012

Ancora una denuncia in Commissione morti bianche

In Commissione morti bianche la denuncia di atteggiamenti di Regioni e Sindacati poco sensibili verso la sicurezza


La denuncia del senatore Nerozzi della Commissione morti bianche del Senato nella seduta n. 110 del 09 ottobre 2012Denuncia nemmeno tanto velata, anzi esplicita, verso lo scarso coordinamento della vigilanza nel sistema istituzionale delle Regioni e verso l'atteggiamento di chiusura dei sindacati.

Leggiamo il testo:
[..] Il senatore NEROZZI (PD) sottolinea che la Commissione ha assunto importanti iniziative nell'ambito del suo mandato istituzionale, da ultimo sulle norme di semplificazione predisposte dal Governo, in ordine alle quali vi è stato un lungo e articolato confronto con il Ministero del lavoro.
Sul problema centrale del coordinamento tra Stato e Regioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, la prima soluzione possibile è quella di lasciare tutto com'è, ma questo rischia di far fare un gigantesco passo indietro alla riforma introdotta dal Testo unico, perché a livello territoriale i vari soggetti istituzionali competenti continuano a muoversi in ordine sparso
Occorre allora fare delle riforme, ma serve il sostegno convinto di tutti, anche dei sindacati: purtroppo, se a livello nazionale vi è da parte di questi ultimi una posizione seria e coerente, a livello locale si è riscontrato talvolta un atteggiamento di chiusura e di difesa dell'esistente
Serve quindi un'azione riformatrice forte, che partendo dalle norme vigenti aggiusti quello che ancora non funziona. [..] 
[Le sottolineature sono del sottoscritto].

Elementi di denuncia espliciti e forti che chiamano in causa ancora una volta la latitanza e la scarsa efficacia di azione - forse non voluti ma forse tollerati - di Regioni e Sindacati.

sabato 13 ottobre 2012

62a Giornata nazionale per le Vittime del Lavoro

Il manifesto è stato realizzato da PIERO MARCHETTI

62a Giornata nazionale
per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro

giovedì 11 ottobre 2012

Semplificare per aggirare le regole

Fondamentale e fine riflessione di Andrea A. Panato sull'Huffington Post a seguito del rapporto della Task Force sulle startup istituita dal Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera.

[..] Mi chiedo solo perché si reputi utile semplificare la vita alle imprese innovative e non alle altre.
Se si reputano inutili i mille adempimenti con cui oggi si tormentano gli imprenditori italiani, perché curarsi solo dei più innovativi? [..]

Leggendo e condividendo le riflessioni di Panato pensavo al mio ambito di lavoro, alla sicurezza nell'ambiente di lavoro dove é riscontrabile in toto quanto affermato sopra.

Penso all'autocertificazione del documento di Valutazione dei Rischi per aziende sotto i 10 lavoratori.
Penso all'obbligo della riunione annuale del Servizio di Prevenzione e Protezione SPP solo per le aziende con più di 15 lavoratori.
Penso alla mancanza di esercitazione pratica (prova con estintore) per l'addetto della Squadra Antincendio a rischio basso.

Penso a tante altre cose e ritroviamo la stessa logica di semplificazione anche se non per le imprese più innovative ma per le imprese più piccole.
Logica condivisibile se finalizzata ad ottenere lo stesso risultato - livelli di sicurezza aziendali adeguati con minor risorse - mentre in realtà, o almeno nei fatti, si persegue il mero e semplice calo del numero di adempimenti.

E quindi ancora una volta la piccola azienda può redigere un solo foglio per il documento di Valutazione dei Rischi mentre la grossa azienda deve avere il tomo di centinaia di pagine.

Come se un'autocarrozzeria artigiana di 3 lavoratori presentasse meno rischi di un'azienda di 45 lavoratori con soli uffici oppure un cantiere edile con 4 presenti presentasse meno rischi di un'azienda di 18 persone con uffici e locali di deposito.

L'azienda deve fotografare lo stato dei rischi aziendali e deve redigere il documento di Valutazione dei Rischi.
Con conseguente numero di pagine finali.

martedì 9 ottobre 2012

Marchionne al management FIAT


Per vari motivi seguo con molta attenzione le parole e soprattutto le azioni di Sergio Marchionne.

Un motivo é l'aver rimesso in piedi il gruppo Fiat mostrando capacità manageriali non indifferenti mentre un altro importante elemento é l'uscita di Fiat da Confindustria con cui il manager canadese ha mostrato una libertà di pensiero altrettanto non indifferente.

In questi giorni ho voluto seguire e approfondire il discorso di Marchionne al management Fiat nella riunione del 25 settembre 2012 a Torino.
Fra le varie argomentazioni mi ha colpito il brano

[..] Dobbiamo ripensare il modello di business al quale siamo abituati.
Dobbiamo renderci conto che, viste le attuali condizioni della domanda di auto e le previsioni degli anni a venire, l’Italia e l’Europa non potranno per noi più essere i soli mercati finali.
Il loro peso è diventato troppo piccolo.

[..]

Nel nostro caso, significa soprattutto verso gli Stati Uniti, oltre che nel resto del mondo.
Possiamo e dobbiamo pensare al settore dell’auto in Italia con una logica diversa, orientarlo in modo differente e attrezzarlo perché diventi un importante centro di produzione per le esportazioni fuori dall’Europa. [..]

Quindi l'Italia come centro di produzione Fiat per il mercato USA e dell'America Latina in particolare e per il resto del mondo in generale.

Non più l'Unione Europea - peggio ancora l'Italia - come sbocco di mercato principale ma il Nord America e l'America Latina.

lunedì 8 ottobre 2012

Ci metterei la firma per la ripresa nel 2015

In recenti interventi pubblici il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente di Confindustria hanno fatto dichiarazioni importanti e gravi.
Importanti per la questione affrontata e gravi per il nocciolo di quanto affermato.

Il Presidente Monti ha affermato che occorre ancora più di un anno per poter parlare di ripresa economica ovvero tutto il 2013 sarà in salità e per niente agevole o quasi.

Il presidente Squinzi ha rincarato la dose affermando che fino al 2015 non se ne parla proprio di ripresa economica anzi lui ci metterebbe la firma per la ripresa nel 2015.

Se poi pensiamo alla strisciante crisi morale-politico-istituzionale in cui siamo immersi, se pensiamo anche alle varie scadenze elettorali ed istituzionali - elezioni amministrative, elezioni presidenziali ed elezioni politiche nel 2013 - qualche elemento di dubbio e perplessità nasce.
Non se il peggio debba ancora arrivare però mi domando Altri 2 anni in queste condizioni chi resiste?

Forse ognuno deve pensare seriamente alla propria exit strategy.

sabato 6 ottobre 2012

Tutti a casa



Alcune considerazioni sui presunti scandali in alcune Giunte Regionali e sul degrado della classe politica in generale.

Penso al Trota e Nicole Minetti in Consiglio Regionale e alle loro qualità personali nascoste, forse troppo nascoste oppure penso a Lusi e Belsito gestori estrosi di fondi di partito penso anche a Penati indagato per giri di mazzette.
Sorvolo su Er Batman.
Rammento la Regione Sicilia solo per ricordare il buco di bilancio di 17 miliardi di euro - diciassette miliardi!

Con un po' di amarezza e imbarazzo non posso che affermare: TUTTI A CASA!
Ormai mancano margini di mediazione e occorre azzerare tutto.
Tutti a casa sapendo di allontanare colpevoli e innocenti, coinvolti ed estranei, cialtroni e competenti, ladri e persone perbene.

E qui nascono grossi problemi.

Innanzi tutto occorre evitare la calata dei barbari, dei nuovi barbari ovvero occorre evitare la sostituzione di un cialtrone e di un ladro con un altro cialtrone e un altro ladro.
Di conseguenza occorre impegnarsi tutti.

Forse la situazione attuale piuttosto penosa é frutto del troppo impegno di pochi e del disimpegno di molti che hanno pensato solo e soltanto al proprio interesse.

La classe politica in genere é lo specchio della società che rappresenta e fino ad oggi in misure e modalità diverse siamo stati tolleranti o conniventi se non fiancheggiatori.

venerdì 5 ottobre 2012

I Comitati Regionali di Coordinamento

In ogni Regione deve essere istituito il Comitato Regionale di Coordinamento CRC come possiamo notare dall'articolo 7 comma 1 D.Lgs. 81/08.

[..] Al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi, nonché uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il [Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro] [..] e con la [Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro] [..], presso ogni Regione e Provincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento [..].

Non voglio scadere nella facile e pretestuosa polemica del Tutti questi comitati a cosa servono? però talvolta la domanda corre e ricorre nella mente.
E soprattutto in cosa si differenziano?

Inoltre qual'è la logica di far sedere allo stesso tavolo istituzioni e parti sociali, organi di indirizzo e organi di vigilanza, controllori e controllati?

Soprattutto le associazioni sindacali dei Datori di Lavoro e dei lavoratori cosa c'entrano con organi di indirizzo e di controllo?


Ho difficoltà a capire...

mercoledì 3 ottobre 2012

Salvo eccezioni debitamente motivate


L'articolo 18 comma 1 lettera m) del decreto legislativo 81 /2008 recita che il Datore di Lavoro e i dirigenti devono

[..] astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato [..].


Non ho ben chiaro e non ho riscontrato quale possa essere l'eccezione debitamente motivata, citata nell'articolo.


Qualcuno mi aiuta?

Qualcuno mi indica l'eccezione debitamente motivata, per cui possa chiedere ad un lavoratore di continuare a lavorare in caso di emergenza?

lunedì 1 ottobre 2012

Senz'anima

Sto leggendo, senza averlo ancora finito, Senz'anima il libro di Massimo Fini e posso affermare che mi é piaciuto, anzi mi piace, anche se dovesse peggiorare nelle rimanenti pagine.

Senz'anima racconta le vicende italiane degli ultimi decenni attraverso gli articoli dell'autore su vari quotidiani e periodici.
L'opera mostra la finezza intellettuale, l'acutezza di analisi dell'autore e la libertà di giudizio rifuggendo da omologazioni, luoghi comuni e allineamenti scontati.

Non concordo con Fini su alcune posizioni o quantomeno ho molte difficoltà a condividerle ma apprezzo molto la libertà di pensiero e l'onestà intellettuale unite a spessore e profondità di analisi e considerazioni.
Un libro con molti elementi controcorrente come l'autore che non a caso é assente dal giro mediatico e dal circo televisivo.

Un bel libro.
Un'opera che dà spunti per riflettere e pensare.
Un'opera adeguata per vagliare e arricchire le proprie posizioni.
Un gran bel libro.

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