domenica 29 aprile 2012

Enti Bilaterali e Organismi Paritetici

Bell'intervento di Pietro Ferrari - CGIL Brescia - sulla differenza fra Enti Bilaterali e Organismi Paritetici anzi riguardo alla confusione talvolta presente su Enti Bilaterali e Organismi Paritetici.
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Secondo l'articolo 2 comma 1 lettera ee del D.Lgs. 81/08 gli Organismi Paritetici sono
[..] organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per:
la programmazione di attività formative e l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici;
lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro;
l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia, ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento; [..]

Nella citata definizione di OO.PP. notiamo l'assenza di riferimenti agli Enti Bilaterali che l'articolo 2 comma 1 lettera h del D.Lgs. 276/03 definisce
[..] organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, quali sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro [..]

Quindi gli Enti Bilaterali sono sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro mentre gli Organismi Paritetici sono sedi finalizzate per le attività sulla sicurezza sul lavoro.

sabato 28 aprile 2012

venerdì 27 aprile 2012

Convegni senza crediti formativi di aggiornamento

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione CIIP ha caldeggiato la presentazione di 2 interrogazioni parlamentari per vietare il rilascio di crediti formativi di aggiornamento per RSPP/ASPP in convegni, forum e riunioni con più di 30 partecipanti e senza verifiche finali.

La CIIP contesta la legittimità di convegni con più di 30 partecipanti anche se con verifica finale di apprendimento.

Innanzi tutto concordo con la necessità della presenza di una verifica finale di apprendimento.
Pur essendoci un margine di incertezza la presenza della verifica in questione mostra un riscontro oggettivo che attesta l'apprendimento del corsista - risposte esatte a domande fatte.

Sul numero di partecipanti superiore a 30 che inficiano, o inficierebbero, l'efficacia se non la legittimità dell'intervento di formazione ho qualche dubbio o meglio non ho grosse certezze.

E' chiaro che più sono i partecipanti e più energie occorrono per la buona riuscita del corso però chi assicura che occorre essere pochi per garantire la buona riuscita del corso?
Soprattutto a cosa serve la verifica finale di apprendimento?
Se pensiamo che danno perfino lauree in facoltà universitarie con titolo legale attraverso corsi dove regolarmente sono presenti più di 30 universitari come possiamo costruire una battaglia sul numero dei corsisti?

Inoltre non possiamo basare il giudizio su corsi, convegni e forum penosi, malfatti o truffaldini infatti se esistono, ed esistono, corsi numerosi e ben fatti l'ipotesi di fondo cade.

Io invece sono di un altro avviso.
Pur mantenendo attenta e vigile sorveglianza sugli interventi di aggiornamento di RSPP/ASPP diamo responsabilità maggiori a RSPP/ASPP, aumentiamo le loro responsabilità, diamo perfino responsabilità penali ai nostri RSPP/ASPP.
Saranno loro stessi a cercare corsi, riunioni e forum qualificati, qualificanti, ben fatti e utili.

mercoledì 25 aprile 2012

Occorre un nuovo 25 aprile

La ragazza più alta al centro
Tina Anselmi (1927) staffetta partigiana


Festeggiamo il 25 aprile 1945, la giornata della Liberazione, quando l'Italia dopo quasi 2 anni di occupazione e di lotta armata si liberò dell'invasore nazista.

La data é importante perchè segna l'inizio della rinascita della nazione che in presenza di distruzioni e rovine materiali trovò la forza di reagire e ricostruire il paese che tutti noi conosciamo.
L'Italia che ha assicurato più di 75 anni di pace, benessere e coesione al suo popolo.

Oggi siamo in presenza della peggior crisi dal dopoguerra, siamo in presenza di macerie morali che minano la pace, il benessere e la coesione sociale della nazione.

Si impone un nuovo 25 aprile.
Occorre una nuova partenza, un nuovo slancio, un nuovo impegno di tutti per ricostruire l'Italia e assicurare ancora pace, benessere e coesione sociale.

Perchè il miglioramento continuo? - 1


Non capisco la ratio dell'obbligo di indicare il miglioramento continuo come parte essenziale del documento di Valutazione dei Rischi VdR.

Sappiamo che l'articolo 28 comma 2 lettera c del D.Lgs. 81/08 recita
[..] Il documento di [Valutazione dei Rischi] [..] deve [..] contenere il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; [..]

Quindi ogni documento di VdR deve contenere ed elencare le misure di miglioramento continuo ed in loro assenza il documento di VdR é incompleto ovvero il Datore di Lavoro é sanzionabile penalmente con un'ammenda da 2.000 a 4.000 euro come da D.Lgs. 81/08.

Non capisco la ratio della norma perchè riferendosi al grafico in figura l'azienda B con livelli di sicurezza alti ma senza apprezzabili miglioramenti é inadempiente rispetto agli obblighi di legge al contrario dell'azienda A che ha livelli di sicurezza più bassi anche se in miglioramento.
Di conseguenza l'azienda B che lavora bene o lavora meglio di A é sanzionabile mentre l'azienda A, che assicura livelli di sicurezza più scarsi rispetto a B, non é sanzionabile.

Questo é un messaggio schizofrenico.

Che fa il legislatore quando scrive le leggi?
A cosa pensa il legislatore quando redige la norma?

mercoledì 18 aprile 2012

Chi ha ucciso la sicurezza sul lavoro?

Parafransando un post del Medico Competente e collega blogger Cristiano Ravalli, riprendo e allargo la domanda chiedomi: chi ha ucciso la sicurezza sul lavoro?

Sicuramente abbiamo tutti qualche responsabilità, chi più e chi meno, chi gravi e chi meno gravi ma noi operatori della sicurezza abbiamo tutti qualche resposabilità.

Penso ai tanti, anzi troppi, RSPP che non consigliano ma assecondano il Datore di Lavoro.
Penso ai tanti, anzi troppi, RLS latitanti.
Penso ai tanti, anzi troppi, Medici Competenti che si riparano dietro le loro visite mediche.
Penso alle Associazioni Professionali che non pensano sempre alla qualificazione dei propri associati.
Penso all'indulgenza delle Associazioni Datoriali verso i propri associati inadempienti.
Penso al Sindacato focalizzato sul mobbing o sullo stress lavoro-correlato. 

Penso agli Organi di Vigilanza che non vogliono e/o non possono controllare.
E infine penso al Legislatore che non sempre ma molte volte dà il suo contributo per aggiungere confusione alla notevole confusione presente.

martedì 17 aprile 2012

Lo scarso orgoglio dell'operatore di sicurezza

Perchè l'operatore della sicurezza ha scarso orgoglio della propria professione?
Perchè nei fatti l'operatore della sicurezza ha poca considerazione della propria azione?
Perchè l'operatore della sicurezza si nasconde?

L'utilità sociale della nostra azione non é apprezzata oppure non é riconosciuta la funzione sociale della nostra azione?

Siamo tutti orgogliosi di essere ingegneri, architetti, medici, geometri, periti industriali, tecnici della prevenzione ma pochi sono orgogliosi di essere RSPP, RLS, Medici Competenti, operatori della sicurezza.

Perchè crediamo poco al nostro ruolo?

venerdì 13 aprile 2012

Presentiamoci con l'elmetto di sicurezza

Perchè non ci presentiamo con l'elmetto di sicurezza magari col giubbetto ad alta visibilità o meglio ancora con le calzature di sicurezza?

Perchè nelle nostre visite in cantiere o altri ambienti di lavoro non indossiamo elmetto di sicurezza, giubbotto ad alta visibilità e calzature di sicurezza? Perchè non ne disponiamo nemmeno?

Perchè sorridiamo quando il Presidente della Repubblica o il Papa indossano l'elmetto di sicurezza durante le loro visite in stabilimenti industriali?

Cominciamo noi, io per primo, ad andare in cantiere in modo adeguato ed esigere poi comportamenti adeguati dagli altri.

Come possiamo esigere che i lavoratori indossino i DPI quando non diamo il buon esempio, il classico buon esempio?
Come possiamo esigere che il datore di Lavoro esiga che i lavoratori indossino i DPI quando non diamo il buon esempio?
Come possiamo esigere che l'organo di vigilanza faccia il nostro mestiere?

Ecco la promozione della cultura della sicurezza.
Ecco la funzione sociale dell'operatore-della-sicurezza.

Talvolta siamo i primi a trovare mille scuse e mille giustificazioni per non indossare i DPI, per non incidere su situazioni cristallizate, per aspettare il prim0 passo dagli altri. 

Teniamo l'elmetto sulla cappeliera dell'automobile.
Teniamo l'elmetto sulla cappeliera dell'automobile con orgoglio.

giovedì 12 aprile 2012

Misurare i CEM

Dal 1 maggio 2012 occorre misurare i CEM nei locali di lavoro.

Torna l'obbligo di valutazione dei rischi ovvero scade la proroga sull'obbligo di misura delle emissioni di sorgenti di Campi Elettromagnetici CEM in Bassa Frequenza e in Alta Frequenza.

Tutta la discussione si riassume nell'obbligo di misura dei livelli di esposizione.

mercoledì 11 aprile 2012

I compiti della Commissione morti bianche

La Commissione morti bianche é stata istituita con i seguenti compiti ovvero, come da art. 3 della Delibera istitutiva , accertare

[..] a) la dimensione del fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo al numero delle cosiddette «morti bianche», alle malattie, alle invalidità e all'assistenza alle famiglie delle vittime, individuando altresì le aree in cui il fenomeno è maggiormente diffuso;

b) l'entità della presenza dei minori con particolare riguardo ai minori provenienti dall'estero e alla loro protezione ed esposizione a rischio;

c) le cause degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alla loro entità nell'ambito del lavoro nero o sommerso e al doppio lavoro;

d) il livello di applicazione delle leggi antinfortunistiche e l'efficacia della legislazione vigente per la prevenzione degli infortuni, anche con riferimento alla incidenza sui medesimi del lavoro flessibile o precario;

e) l'idoneità dei controlli da parte degli uffici addetti alla applicazione delle norme antinfortunistiche;

f) l'incidenza complessiva del costo degli infortuni sulla finanza pubblica, nonchè sul Servizio sanitario nazionale;

g) quali nuovi strumenti legislativi e amministrativi siano da proporre al fine della prevenzione e della repressione degli infortuni sul lavoro;

h) l'incidenza sul fenomeno della presenza di imprese controllate direttamente o indirettamente dalla criminalità organizzata;

i) la congruità delle provvidenze previste dalla normativa vigente a favore dei lavoratori o dei loro familiari in caso di infortunio sul lavoro. [..]

Gradirei ragguagli precisi sul punto e) ovvero sull'idoneità dei controlli.
Soprattutto vorrei capire se tali controlli sono adeguati o inadeguati, idonei o inidonei e, se inadeguati o inidonei, conoscere anche eventuali proposte.

lunedì 9 aprile 2012

Valutazione dei Rischi entro 90 giorni. Siamo sicuri?

Sappiamo che il Datore di Lavoro dell'azienda che inizia la propria attività ha 90 giorni di tempo per la redazione del documento di Valutazione dei Rischi.

Quindi ha 90 giorni di tempo per valutare i rischi nell'ambiente di lavoro?
Niente affatto.

Il Datore di Lavoro ha 90 giorni di tempo per formalizzare quanto già valutato e non ha 90 giorni di tempo per valutare i rischi legati a salute e sicurezza sul lavoro.

Ed é anche intuibile. Non penso si possa sospendere per 90 giorni il diritto alla salute del lavoratori - articolo 32 della Costituzione.

In sintesi il Datore di Lavoro dell'azienda che inizia la propria attività può utilizzare i 90 giorni di tempo concessi, in caso di controllo dell'organo di vigilanza ma NON in caso di infortunio.

sabato 7 aprile 2012

Aspettando le RSA o le RSU

Sappiamo che nelle aziende con più di 15 lavoratori i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza RLS devono essere scelti fra le Rappresentanze Sindacali Aziendali RSA o fra le Rappresentanze Sindacali Unitarie RSU se presenti.

Se le RSA o RSU non candidano nessuno, non si presentano, non si decidono cosa fare?
Se un'azienda é anni che aspetta le indicazioni delle RSA o RSU di  un candidato cosa fare?

Innanzi tutto non penso si debba ricorrere subito alla richiesta di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale RLST perchè occorre verificare se esiste la volontà di candidarsi di almeno un lavoratore, non appartenente alle RSA o RSU.

Inoltre se le RSA o RSU non indicano/candidano nessun loro esponente perchè ricorrere ad un membro esterno, ad un RLST?

Percorrerei il seguente percorso: candidatura di un lavoratore appartenente alle RSA o RSU altrimenti candidatura di un lavoratore NON appartenente alle RSA o RSU per terminare con la richiesta di un RLST.

Senza che il Datore di Lavoro metta bocca.

venerdì 6 aprile 2012

Emissioni delle sorgenti di CEM

Il 30 aprile 2012 entrano in vigore i limiti di esposizione delle emissioni di sorgenti di CEM nei luoghi di lavoro dopo quattro anni di sospensione dell’entrata in vigore dei limiti suddetti.

Dal 30 Aprile 2012, anzi dal 1 maggio 2012, chi non ha valutato (leggasi misurato) i CEM di tutte le postazioni di lavoro e tutte le fonti di rischio, risulterà inadempiente.

Chi é in presenza di sorgenti di CEM come PC, WiFi, videotelefoni, telefoni cordless, macchine terapeutiche, ricetrasmittenti, cabine elettriche, trasformatori, sistemi anti-taccheggio, metal-detector é tenuto a non superare i valori limite stabiliti dalla normativa.

L'articolo 18 comma 1 del D.Lgs. 81/08 recita
La valutazione [dei rischi] [..] deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori [..]

...tutti i rischi, ed io mi chiedo.

Le emissioni delle sorgenti dei CEM sono un rischio.
Perchè non sono state misurate e valutate prima?

Oppure le emissioni delle sorgenti dei CEM non sono un rischio.
Quindi perchè misurarle e valutarle adesso?

Occorre verificare qualche passaggio logico.

giovedì 5 aprile 2012

Il principio di precauzione

Con la fine di aprile torna (?) l'obbligo per il Datore di Lavoro di valutare i rischi relativi alle emissioni di sorgenti di Campi ElettroMagnetici CEM.

Come noto ad oggi non sono presenti certezze riguardo al nesso di causalità fra evento - CEM - e effetto - danni alle persone, ovvero nessuno può affermare con certezza che le emissioni di sorgenti di CEM sono cancerogene.

Ovviamente in presenza di tale incertezza il legislatore nazionale e soprattutto l'Unione Europea impongono l'adozione del principio di precauzione ovvero basse emissioni delle sorgenti di CEM.
 
Da notare che il ricorso al principio di precauzione è giustificato solo quando riunisce tre condizioni ossia:
- l'identificazione degli effetti potenzialmente negativi;
- la valutazione dei dati scientifici disponibili;
- l'ampiezza dell'incertezza scientifica.

mercoledì 4 aprile 2012

Buona Pasqua

Il Cristo Risorto di Pericle Fazzini (1977)


AUGURI DI BUONA PASQUA
A TUTTI

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