mercoledì 23 novembre 2011

I controllori devono girare

Sono convinto che il controllore, qualunque controllore, debba trovarsi nelle condizioni di svolgere agilmente il proprio lavoro, senza intralci o impedimenti.
Penso ad alcuni addetti dei nostri organi di vigilanza che svolgono la propria azione istituzionale dove sono cresciuti e/o dove vivono da anni.

Non voglio legare a doppio filo la bontà dell'azione di vigilanza alla distanza dal paese natale o agli anni da cui risiedi in una località però credo che l'eccessiva confidenza col territorio, o con le persone del territorio, sia un fattore di intralcio.

Ad esempio apprezzo la libertà dei Carabinieri che, pur inseriti nel territorio dove esercitano la loro azione, ne sono distaccati o sono più distaccati di chi lo abita o lo frequenta da anni.

Ovviamente non faccio riferimento a comportamenti truffaldini o dolosi che vanno solo sanzionati.
Mi riferisco alla miglior predisposizione verso coloro con cui sei cresciuto o di cui sei concittadino da tempo.

Credo che il frequente cambio di sede, anche all'interno della stessa regione o della stessa provincia, dia più garanzie per un approccio più distaccato e meno coinvolto con i controllati.

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